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Tufo

La parola tufo indica una roccia di origine vulcanica ma essa viene utilizzata, anche, per indicare una moltitudine di pietre diverse caratterizzate da una particolare leggerezza, media durezza e facile lavorabilitÓ. In alcune regioni italiane viene chiamato tufo il calcare poroso. Anche i calcari formati per precipitazione di sedimenti sotto l'azione dell'acqua formano rocce chiamate tufi che includono spesso al loro interno tracce di vegetali o conchiglie fossili. Vengono chiamati impropriamente tufi le rocce arenarie, ampiamente utilizzate in edilizia, in Sicilia in particolare nella zona di Marsala.

Autore

Franco Giambelluca nato a Livorno nel maggio del 1965. Oggi vive a Cefal¨, cittÓ turistica siciliana, ha studiato all'Istituto d'Arte della stessa cittÓ dove si Ŕ diplomato nel 1985. Ha proseguito gli studi presso la facoltÓ di architettura, che non ha completato, a Palermo. Nel 2001, ha conseguito la qualifica di "Tecnico del Restauro dei Beni Ecclesiastici". Da sempre appassionato di: disegno, fotografia, computer, ecc... ha iniziato per caso a realizzare sculture usando il tufo. Dopo avere ricevuto molti incoraggiamenti da amici a lui vicini ha iniziato a fare conoscere i suoi lavori.

La Scelta

PerchŔ ho scelto il tufo ? PerchŔ nei miei lavori non cerco la definizione ma la bozza. La figura abbozzata lascia pi¨ spazio all'immaginazione, ognuno la completa con la sua fantasia alla stessa maniera di quando, da piccoli, cercavamo di trovare a quale oggetto somigliava una certa nuvola di passaggio. Il tufo Ŕ un materiale scabro ma caldo, la sua tonalitÓ accattivante. Io lo lavoro con pochi attrezzi, manualmente. Le figure che vengono fuori spesso non sono progettate ma suggerite dalle imperfezzioni dei blocchi.