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Gibilmanna

IL SANTUARIO

Venne costruito in un breve lasso di tempo, dal 1619 al 1624, in sostituzione di un'antica chiesetta dei monaci benedettini che dal VII secolo gli avevano istituito il culto della Madonna. L'edificio che ammiriamo oggi, con un portico in stile Gotico e due alti campanili con guglie piramidali è frutto di vari rimaneggiamenti e sostituzioni che si sono avvicendate nel tempo. Tra le opere più pregiate contenute nell'edificio notiamo: l'affresco della Madonna col Bambino (XIII secolo) di autore ignoto all'interno della cappella della Madonna insieme al Crocifisso ligneo del XIV secolo; la bellissima statua della Madonna a grandezza naturale oggi finalmente attribuita all'artista cinquecentesco Antonello Gagini; l'altare barocco (1785) sempre della cappella della Madonna attribuito a Baldassarre Pampilonia su cui si adagia lo splendido paliotto in marmo variegato.

  SANTUARIO
    EDIFICI CONVENTUALI

LE CATACOMBE

Dedicate al frate eremita Giuliano de Placia, sono localizzate nel sotterraneo della cappella della Madonna. Sono divise in due sale con 34 nicchie ricavate lungo le pareti dove venivano posti i corpi dei sacerdoti, frati laici e benefattori oggi spostati nell'ossario per il cattivo stato di conservazione. Oggi le nicchie accolgono degli splenditi reliquiari realizzati da frati cappuccini anonimi, contenenti reliquie di Santi, Martiri e religiosi vissuti in santità.

 
   

IL MUSEO

In località Gibilmanna all'interno del convento dei frati cappuccini, accanto il Santuario dedicato alla Madonnasi trova un museo dedicato a Giammaria Tusa, capuccino che visse nel XVI sec. Raccoglie varie opere provenienti dai monasteri francescani siciliani. In questo museo non si trovano opere d'autore, infatti la maggior parte di oggetti in esso custoditi non sono firmati ma non per questo meno degni di attenzione. Tra gli oggetti esposti spiccano: una collezione di paramenti sacri (piviali, pianete, stole) del XVII - XVIII secolo. Tra le tele notiamo quelle di: Frà Sebastiano da Gratteri (fondatore del convento), Frà Bonaventura da Troina, Frà Felice da Nicosia. Il materiale più usato dai frati cappuccini era il legno, simbolo di povertà, e di questo materiale sono costituiti i vari candelieri e le due statue in stato di adorazione di San Giuseppe e la Madonna del 600. Nello stesso contesto si trovano le catacombe dove sono esposti reliquiari ottocenteschi.

  PARTICOLARE EDIFICI CONVENTUALI

 

   

LA BIBLIOTECA

Contiene libri di vario genere come: Teologici, storici, filosofici, letterari, artistici e scientifici. La parte più pregiata riguarda i preziosi incunabili e le cinquecentine del '600 e '700. Dedicata a Frà Gesualdo De Luca da Bronte (1814-1892) studioso autore, fra l'altro, di un volume suula "Storia del Santuario e del convento di SS: Maria di Gibilmanna (1858).