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Il Museo Mandralisca

Raccoglie le collezioni del barone Enrico Piraino di Mandralisca. Gli oggetti sono siciliani e stranieri acquistati durante i vari viaggi intrapresi dal barone, uomo che seppe coniugare arti e scienze con un mecenatismo illuminato. Egli donò tutte le sue collezioni alla sua città, raccomandando di costituire una fondazione museo - biblioteca e l'istituzione di un liceo ginnasio. Il museo è uno dei più ricchi, tra quelli privati, con una biblioteca di 6.000 libri. Tra i vari oggetti custoditi possiamo ammirare:"Ritratto di Ignoto" ( 1465-70), dipinto - capolavoro di Antonello da Messina; "Cristo Giudice" (dipinto cinquecentesco) dello spagnolo Johannes De Matta; uno stipo del 1630 in ebano e palissandro con intarsi in avorio; il cratere a campana con la realistica scena del venditore di tonno (VI sec. a. C.).

     

La Pinacoteca

La pinacoteca attuale è il risultato della confluenza di due collezioni, quella del Barone Mandralisca e quella dell'Avv. Vincenzo Cirincione. La varietà di dipinti è espressione di culture artistiche eterogenee e di epoche diverse. Alcune opere rispecchiano la cultura artistica isolana, altre indicano un tipo di collezionismo privato che si indirizza, in prevalenza, verso opere di piccolo formato data l'iniziale destinazione ad uso domestico.
Naturalmente, il pezzo più importante è il "Ritratto di Ignoto" di Antonello da Messina che eleva la collezione Mandralisca ad un livello internazionale, qualificando la pinacoteca e tutto il Museo di Cefalù

 

 
Archeologia

L'archeologia fu una delle passioni maggiori di Enrico Pirajno di Mandralisca. Egli stesso effettuò degli scavi nella necropoli della contrada Diana a Lipari da cui proviene la maggior parte dei reperti archeologia esposti nelle sale del Museo, Altri reperti provengono da scavi effettuati, sempre dal Barone, a Cefalù e in altre località della Sicilia. Negli ultimi anni l'originaria raccolta archeologica si è arricchita di altri reperti rinvenuti a Cefalù dal Prof. Amedeo Tullio.

     
Numismatica

La collezione numismatica è collocata al primo piano in una apposita sala nella parte storica del Museo. Si tratta della più organica raccolta esistente in Sicilia. infatti essa comprende le coniazioni di alcune zecche greche e romane e di quasi tutte le zecche siciliote.Al di là del valore storico e numismatico, le monete della collezione hanno un notevole pregio artistico che può essere apprezzato anche da un pubblico di non addetti ai lavori.

     
Malacologica
La collezione malacologica, che ha una rilevanza storico scientifica per gli studi e le pubblicazioni di Enrico Piraino di Mandralisca, è databile ai primi decenni del 1800. La gran parte della collezione riguarda i polmonati. le chiocciole o conchiglie terrestri, che si trovano in abbondanza nella fauna madonita sia come specie che come quantità. In collezione sono presenti i tipi delle seguenti specie descritte dal Mandralisca, Helix nebrodensís, che vive nelle Madonie, Helix cephaludensis, varietà della Helix mazzulli, endemica della rocca di Cefalù, Vitrina maravignae che vive in Sicilia e Elix aradasi che vive nel messinese. Ricca la parte che riguarda le chiocciole terrestri europee ed esotiche; interessante la quantita di conchiglie fluviali o lacustri europee, del sud/ovest degli Stati Uniti ed asiatiche.
La presenza in collezione di tutto questo materiale fa capire il volume di scambi che doveva avere il Pirajno con i ricercatori del tempo in tutto il mondo. Le conchiglie marine siciliane sono rappresentate con tutte le famiglie anche con qualche esemplare di specie oggi non più esistente in quest'area geografica.
 

Cartolina realizzata in occasione della mostra malacologica

 
     
Ornitologia
Da questa collezione ci giunge la conoscenza il quadro di una Sicilia che non vi è più con le sue foreste e i suoi fiumi.
Gli uccelli di questa collezione sono testimoniano la possibilità di un ritorno a ripopolare la Sicilia di una ricca flora e fauna, se solo lo vogliamo, istituendo aree protette, parchi naturali. Essi potrebbero tornare tutti. Loro hanno vissuto tra queste valli, ne è testimone il grande studioso Piraino di Mandralisca che li ha riuniti e conservati con amore. Potremmo rivedere: l'aquila reale (Aquila chrysaetos) fendere l'aria con la sua sagoma dinamica mentre caccia ; i fringuelli (Fringilla coelebs) che cantano tra gli arbusti profumati delle siepi selvatiche: le gru (Grus grus); il gufo di palude (Asio flammeus),o il fenicottero, l'uccello di fuoco di tante leggende, che in stormo colorava il cielo come al tramonto, il martin pescatore (Alcedo atthis). Sebbene sia un sogno, esso potrebbe avverarsi. Su questa terra possono coesistere uccelli e uomini in un ambiente e un clima meravigliosi.
     
Biblioteca

Pur essendo privata, fu concepita per essere di pubblica utilità. Essa, aperta alla fruizione del popolo e degli studiosi, si configura, pertanto. come mezzo indispensabile per instaurare condizioni di pari opportunità e di uguaglianza tra i vari ceti sociali, come mezzo per la promozione umana e culturale del popolo di Cefalù, da attuarsi sconfiggendo l'ignoranza.I cinquemila volumi del fondo originari collocati per materia sono disposti nei palchetti che compongono i dieci scaffali lignei della saletta di studio e negli otto scaffali della sala di consultazione, dove si trovano le edizioni più antiche e pregiate. i due incunaboli e i manoscritti. Sono presenti i più famosi tipografi editori del XVI, XVII, XVIII sec. Manuzio, Giunta, Platin, Elzevire, Bodoni.

     
Il Museo Mandralisca è aperto al pubblico, tutti i giorni,
dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e dalle ore 15,00 alle ore 19,00
Sito ufficiale : www.museomandalisca.it