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Monumenti

Cattedrale - Piazza Duomo                      Osterio Magno - via G. Amendola
Fortificazioni Megalitiche
Bastione - Piazza Crispi
Porta Pescara (Marina)
Porta Terra - Piazza Garibaldi
Porta Ossuna - Piazza Cristofolo Colombo
Porta Giudecca - via Candeloro
Museo Mandralisca - via Mandralisca
Chiesa di San Domenico - via Costa
Chiesa San Francesco - Piazza San Francesco
Chiesa del Purgatorio - Piazza Spinola
Chiesa Santa Maria della Catena - Porta terra
Portale ex chiesa San Giorgio - via Vitt. Emanuele
Postierla - via Porpora
Lavatoio Medievale - via Vittorio Emanuele
Edicola votive
Ruderi chiesa San Calogero
Monte di PietÓ - via Mandralisca
Chiesa di Santa Maria - via Umberto I
Gibilmanna Santuario - Loc. Gibilmanna
Accesso Fortificato -Rocca
Cisterna Grande - Rocca
Forni e Magazzini - Rocca
Ruderi chiesa di Sant'anna
Tempio di Diana - Rocca
Ruderi del Castello - Rocca

 

Museo Mandralisca

Raccoglie le collezioni del barone Enrico Piraino di Mandralisca. Gli oggetti sono siciliani e stranieri acquistati durante i vari viaggi intrapresi dal barone, uomo che seppe coniugare arti e scienze con un mecenatismo illuminato. Egli don˛ tutte le sue collezioni alla sua cittÓ, raccomandando di costituire una fondazione museo - biblioteca e l'istituzione di un liceo ginnasio. Il museo Ŕ uno dei pi¨ ricchi, tra quelli privati, con una biblioteca di 6.000 libri. Tra i vari oggetti custoditi possiamo ammirare:"Ritratto di Ignoto" ( 1465-70), dipinto - capolavoro di Antonello da Messina; "Cristo Giudice" (dipinto cinquecentesco) dello spagnolo Johannes De Matta; uno stipo del 1630 in ebano e palissandro con intarsi in avorio; il cratere a campana con la realistica scena del venditore di tonno (VI sec. a. C.).

La pinacoteca

La pinacoteca attuale Ŕ il risultato della confluenza di due collezioni, quella del Barone Mandralisca e quella dell'Avv. Vincenzo Cirincione. La varietÓ di dipinti Ŕ espressione di culture artistiche eterogenee e di epoche diverse. Alcune opere rispecchiano la cultura artistica isolana, altre indicano un tipo di collezionismo privato che si indirizza, in prevalenza, verso opere di piccolo formato data l'iniziale destinazione ad uso domestico.
Naturalmente, il pezzo pi¨ importante Ŕ il "Ritratto di Ignoto" di Antonello da Messina che eleva la collezione Mandralisca ad un livello internazionale, qualificando la pinacoteca e tutto il Museo di Cefal¨.

Archeologia

L'archeologia fu una delle passioni maggiori di Enrico Pirajno di Mandralisca. Egli stesso effettu˛ degli scavi nella necropoli della contrada Diana a Lipari da cui proviene la maggior parte dei reperti archeologia esposti nelle sale del Museo, Altri reperti provengono da scavi effettuati, sempre dal Barone, a Cefal¨ e in altre localitÓ della Sicilia. Negli ultimi anni l'originaria raccolta archeologica si Ŕ arricchita di altri reperti rinvenuti a Cefal¨ dal Prof. Amedeo Tullio.

Numismatica

La collezione numismatica Ŕ collocata al primo piano in una apposita sala nella parte storica del Museo. Si tratta della pi¨ organica raccolta esistente in Sicilia. infatti essa comprende le coniazioni di alcune zecche greche e romane e di quasi tutte le zecche siciliote.Al di lÓ del valore storico e numismatico, le monete della collezione hanno un notevole pregio artistico che pu˛ essere apprezzato anche da un pubblico di non addetti ai lavori.

Malacologia

La collezione malacologica, che ha una rilevanza storico scientifica per gli studi e le pubblicazioni di Enrico Piraino di Mandralisca, Ŕ databile ai primi decenni del 1800. La gran parte della collezione riguarda i polmonati. le chiocciole o conchiglie terrestri, che si trovano in abbondanza nella fauna madonita sia come specie che come quantitÓ. In collezione sono presenti i tipi delle seguenti specie descritte dal Mandralisca, Helix nebrodensÝs, che vive nelle Madonie, Helix cephaludensis, varietÓ della Helix mazzulli, endemica della rocca di Cefal¨, Vitrina maravignae che vive in Sicilia e Elix aradasi che vive nel messinese. Ricca la parte che riguarda le chiocciole terrestri europee ed esotiche; interessante la quantita di conchiglie fluviali o lacustri europee, del sud/ovest degli Stati Uniti ed asiatiche.
La presenza in collezione di tutto questo materiale fa capire il volume di scambi che doveva avere il Pirajno con i ricercatori del tempo in tutto il mondo. Le conchiglie marine siciliane sono rappresentate con tutte le famiglie anche con qualche esemplare di specie oggi non pi¨ esistente in quest'area geografica.

Ornitologia

Da questa collezione ci giunge la conoscenza il quadro di una Sicilia che non vi Ŕ pi¨ con le sue foreste e i suoi fiumi.
Gli uccelli di questa collezione sono testimoniano la possibilitÓ di un ritorno a ripopolare la Sicilia di una ricca flora e fauna, se solo lo vogliamo, istituendo aree protette, parchi naturali. Essi potrebbero tornare tutti. Loro hanno vissuto tra queste valli, ne Ŕ testimone il grande studioso Piraino di Mandralisca che li ha riuniti e conservati con amore. Potremmo rivedere: l'aquila reale (Aquila chrysaetos) fendere l'aria con la sua sagoma dinamica mentre caccia ; i fringuelli (Fringilla coelebs) che cantano tra gli arbusti profumati delle siepi selvatiche: le gru (Grus grus); il gufo di palude (Asio flammeus),o il fenicottero, l'uccello di fuoco di tante leggende, che in stormo colorava il cielo come al tramonto, il martin pescatore (Alcedo atthis). Sebbene sia un sogno, esso potrebbe avverarsi. Su questa terra possono coesistere uccelli e uomini in un ambiente e un clima meravigliosi.

Biblioteca

Pur essendo privata, fu concepita per essere di pubblica utilitÓ. Essa, aperta alla fruizione del popolo e degli studiosi, si configura, pertanto. come mezzo indispensabile per instaurare condizioni di pari opportunitÓ e di uguaglianza tra i vari ceti sociali, come mezzo per la promozione umana e culturale del popolo di Cefal¨, da attuarsi sconfiggendo l'ignoranza.I cinquemila volumi del fondo originari collocati per materia sono disposti nei palchetti che compongono i dieci scaffali lignei della saletta di studio e negli otto scaffali della sala di consultazione, dove si trovano le edizioni pi¨ antiche e pregiate. i due incunaboli e i manoscritti. Sono presenti i pi¨ famosi tipografi editori del XVI, XVII, XVIII sec. Manuzio, Giunta, Platin, Elzevire, Bodoni.

 

Gibilmanna

Il Santuario

Venne costruito in un breve lasso di tempo, dal 1619 al 1624, in sostituzione di un'antica chiesetta dei monaci benedettini che dal VII secolo gli avevano istituito il culto della Madonna. L'edificio che ammiriamo oggi, con un portico in stile Gotico e due alti campanili con guglie piramidali Ŕ frutto di vari rimaneggiamenti e sostituzioni che si sono avvicendate nel tempo. Tra le opere pi¨ pregiate contenute nell'edificio notiamo: l'affresco della Madonna col Bambino (XIII secolo) di autore ignoto all'interno della cappella della Madonna insieme al Crocifisso ligneo del XIV secolo; la bellissima statua della Madonna a grandezza naturale oggi finalmente attribuita all'artista cinquecentesco Antonello Gagini; l'altare barocco (1785) sempre della cappella della Madonna attribuito a Baldassarre Pampilonia su cui si adagia lo splendido paliotto in marmo variegato.

Le Catacombe

Dedicate al frate eremita Giuliano de Placia, sono localizzate nel sotterraneo della cappella della Madonna. Sono divise in due sale con 34 nicchie ricavate lungo le pareti dove venivano posti i corpi dei sacerdoti, frati laici e benefattori oggi spostati nell'ossario per il cattivo stato di conservazione. Oggi le nicchie accolgono degli splenditi reliquiari realizzati da frati cappuccini anonimi, contenenti reliquie di Santi, Martiri e religiosi vissuti in santitÓ.

Il Museo

In localitÓ Gibilmanna all'interno del convento dei frati cappuccini, accanto il Santuario dedicato alla Madonnasi trova un museo dedicato a Giammaria Tusa, capuccino che visse nel XVI sec. Raccoglie varie opere provenienti dai monasteri francescani siciliani. In questo museo non si trovano opere d'autore, infatti la maggior parte di oggetti in esso custoditi non sono firmati ma non per questo meno degni di attenzione. Tra gli oggetti esposti spiccano: una collezione di paramenti sacri (piviali, pianete, stole) del XVII - XVIII secolo. Tra le tele notiamo quelle di: FrÓ Sebastiano da Gratteri (fondatore del convento), FrÓ Bonaventura da Troina, FrÓ Felice da Nicosia. Il materiale pi¨ usato dai frati cappuccini era il legno, simbolo di povertÓ, e di questo materiale sono costituiti i vari candelieri e le due statue in stato di adorazione di San Giuseppe e la Madonna del 600. Nello stesso contesto si trovano le catacombe dove sono esposti reliquiari ottocenteschi.

La Biblioteca

Contiene libri di vario genere come: Teologici, storici, filosofici, letterari, artistici e scientifici. La parte pi¨ pregiata riguarda i preziosi incunabili e le cinquecentine del '600 e '700. Dedicata a FrÓ Gesualdo De Luca da Bronte (1814-1892) studioso autore, fra l'altro, di un volume suula "Storia del Santuario e del convento di SS: Maria di Gibilmanna (1858).